
Se l’avevano scoperto, l’avrebbero retrocesso all’Ottava Classe. Anzi, più probabilmente l’avrebbero degradato alla Dodicesima o alla Tredicesima, bollandolo per sempre. Per tutto il resto della sua vita avrebbe dovuto abitare in una stanzetta angusta con altre due o tre persone, le più grosse, maleodoranti e sgradevoli che i calcolatori potessero trovare per lui.
Ma alla fine Quellen riuscì a calmarsi. Forse si spaventava per niente. Koll aveva parlato di una questione riguardante l’Alto Governo, no? Una direttiva proveniente dall’alto, non un arresto privato. Se l’avessero scoperto davvero, non si sarebbero limitati a mandarlo a chiamare, Quellen lo sapeva. Sarebbero venuti a prenderlo di persona. Dunque, era una faccenda di lavoro. Quellen ebbe una rapida visione dei membri dell’Alto Governo, chimerici, semidei alti almeno tre metri, che interrompevano le loro incomprensibili fatiche per gettare nel condotto una minischeda diretta a Koll.
Quellen guardò a lungo i verdi alberi che sovrastavano la casa, piegati sotto il peso delle foglie e scintillanti per le goccioline della pioggia mattutina. Lasciò che lo sguardo vagasse con rimpianto sulle due spaziose stanze, sul portico elegante e sul vasto panorama. Ogni volta che doveva lasciare quel posto, era come se fosse l’ultima. Per un attimo, adesso che forse stava per perdere tutto, Quellen apprezzò anche il ronzio degli insetti. Gettò un’ultima occhiata intorno e salì sullo stat. Il campo rosso lo avvolse, mentre la macchina lo risucchiava.
I generatori di energia dello stat erano collegati direttamente al generatore centrale che funzionava senza sosta girando sul proprio asse, in fondo all’Atlantico, condensando la forza teta indispensabile ai viaggi stat. Cos’era la forza teta? Quellen non sarebbe stato in grado di spiegarlo. Sapeva vagamente cos’era l’elettricità, e che l’elettricità era stata scoperta da un pezzo. Ma la forza teta era un mistero che si limitava ad accettare affidandosi al campo stat. Se qualcuno avesse prodotto una distorsione anche minima nell’ascissa, gli atomi di Quellen si sarebbero sparpagliati per l’universo senza mai più ricomporsi; ma nessuno pensava mai a simili eventualità.
