
Robert Silverberg
Quellen, guarda il passato!
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C’era del fascino in un mondo così affollato, secondo alcuni. I grattacieli di cristallo della città, ammassati l’uno in fila all’altro, le ondate ritmiche della folla che si accalcava sulle rampe del taxiespresso, la danza dei raggi del sole su milioni di tuniche iridescenti in una delle grandi piazze… A detta degli esteti, il fascino stava tutto in queste cose.
Quellen non era un esteta. Era un oscuro burocrate, un umile funzionario civile di intelligenza media e di tendenze normali. Guardava il mondo così come si presentava nell’anno 2490 d.C, e lo trovava un inferno. Quellen era incapace dei complicati processi interiori, per cui uno spaventoso affollamento veniva descritto come una bellezza moderna. Lui lo detestava. Se fosse stato di Prima Classe, o anche di Seconda, Quellen si sarebbe trovato in una posizione molto più propizia per apprezzare i nuovi canoni estetici, perché non sarebbe stato obbligato a viverci in mezzo. Ma Quellen era un funzionario di Settima Classe, e il mondo di un funzionario di Settima Classe era diverso da quello di uno di Seconda.
Tuttavia, malgrado tutto, Quellen non poteva lamentarsi. Godeva di tutte le comodità: illegali, per la verità, perché ottenute con l’imbroglio e con le lusinghe. A rigor di logica, Quellen si era comportato in modo vergognoso in quanto si era impadronito di una cosa che non gli spettava. Si era accaparrato un angolino privato del mondo proprio come se fosse un membro dell’Alto Governo, come se appartenesse alla Prima o alla Seconda Classe. Ma Quellen non aveva nessuna delle responsabilità che pesavano sull’Alto Governo, e non meritava nessun privilegio.
Tuttavia se li era presi. Era ingiusto, criminale, disonesto, ma tutti hanno dei difetti. Al pari di chiunque altro, anche Quellen aveva cominciato inseguendo i sogni più nobili, e, come quasi tutti, aveva finito per rinunciarvi.
